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Lavoro sempre meno pagato.

Un tempo, 40, 50 anni fa, la differenza tra ricchi e poveri era legata non al tipo di lavoro che svolgevi, ma alla tua capacità professionale. Il ragazzo di bottega, che imparava il lavoro, aveva un futuro e apriva la sua azienda artigianale, che poteva crescere con nuovi assunti. Se restava artigiano singolo se la cavava bene, mentre lo studio dava lavori da impiegato, anche da libero professionista, ma chi aveva il padre già nel settore era fortemente avvantaggiato. Quindi il muratore, che imparava bene il suo lavoro, era meglio pagato di molti colletti bianchi. Oggi i lavori non specializzati invece sono sempre meno retribuiti, ci sono autentici stipendi da fame, perché gli immigrati sono troppi e fanno una grande concorrenza ad altri poveracci. Sì, i buonisti parlano e a pagare sono i più poveri socialmente, che anche quando finiscono sulla strada, come senza fissa dimora, sono gli ultimi a ricevere un soccorso, per la concorrenza dei migranti. Perché non si bloccano le frontiere? ...